IL BY PASS GASTRICO
a cura di Gianfranco Silecchia
Storia e note di tecnica
ll Bypass Gastrico (BPG), realizzato per la prima volta alla fine
degli anni ’60 negli USA da Edward Mason, si basa sull’osservazione
empirica di un consistente calo ponderale nei pazienti sottoposti a
resezione parziale dello stomaco per ulcera gastrica.
L’intervento consiste nella creazione di una ”piccola tasca
gastrica” (volume di 15-20 ml) alla quale viene anastomizzata
(“abboccata”) un ‘ansa intestinale. Si ottiene una tasca gastrica,
grande quanto una tazzina di caffè che può quindi contenere solo
limitate quantità di cibo, che “imbocca” una nuova strada “saltando”
(bypass) lo stomaco, il duodeno ed il primo tratto dell’intestino
tenue. Nel BPG non si asporta alcuna parte dello stomaco o
dell’intestino.Nel corso degli ultimi 30 anni sono state introdotte
alcune novità tecniche parallelamente alla diffussione
dell’intervento in tutto il mondo. (La figura 1 mostra le modifiche
che si realizzano con l’intervento e la “nuova strada del cibo”.)
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| Prima dell'intervento |
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| Figura 1 |
Nella prima metà degli anni novanta, la
possibilità di operare attraverso piccoli “accessi “ con l’utilizzo
di telecamere ad alta risoluzione (laparoscopia) ha interessato
anche la chirurgia dell’obesità. Nel 1994, Alan Wittgrove, a San
Diego, California, ha per primo eseguito un BPG per via
laparoscopica inaugurando una nuova era per la cura dell’obesità
patologica. Numerosi sono i vantaggi della laparoscopia: breve
degenza ospedaliera, ridotto dolore postoperatorio, minori
complicanze respiratorie, minore complicanze della ferita
(infezioni, ernie, etc), miglior effetto estetico.
Negli Stati Uniti il Bypass Gastrico (BPG) rappresenta l’intervento
di chirurgia per l’obesità piu’ eseguito. Nel 2005 140000 pazienti
sono stati sottoposti a BPG e circa il 60% per via laparoscopica.
Meccanismo d’azione per ottenere la perdita di peso
Il meccanismo responsabile del calo ponderale dopo BPG non è ancora
completamente noto. Si verifica:
• una riduzione dell’introito alimentare (effetto restrittivo),
responsabile principale del calo ponderale nei primi sei mesi dopo
l’intervento;
• un precoce senso di sazietà con modesta quantità di cibo ;
• una riduzione dell’appetito per effetto delle variazioni di alcuni
ormoni e per l’arrivo del cibo dopo la masticazione nell’intestino ;
• un possibile “discomfort” (sindrome post-prandiale o dumping
syndrome) che puo’ insorgere dopo i pasti soprattutto con
carboidrati semplici e che porta ad una “autolimitazione“ della
quantità e qualità dei cibi.
• un parziale “malassorbimento” dei grassi si può avere quando
l'intestino bypassato (saltato) supera i 200 cm. Sebbene la tecnica
standard non induca un “malassorbimento” delle proteine e/o diarrea,
quando la porzione di intestino bypassato è ampia si può verificare
una carenza nell’assorbimento di alcune vitamine, sali minerali,
calcio e ferro. Questo comporta la necessità di assumere
quotidianamente complessi multivitaminici, calcio e ferro.
Risultati e complicanze
Il BPG, realizzato in centri specializzati, è una procedura
sicura con una percentuale di complicanze postoperatorie e mortalità
sovrapponibili tra tecnica convenzionale a cielo aperto e
laparoscopica (rispettivamente 10 - 16% e 0,2 – 1,1%).
Le complicanze più frequenti, in base al tempo di insorgenza,
possono essere distinte in precoci (primo mese post operatorio), e
tardive.
Complicanze precoci (prima dei 30 giorni)
• Fistola 2-7%
• Embolia polmonare 0,2-1%
• Infezione ferita 8% (tecnica convenzionale)
• Emorragia intestinale 0,8-4,4%
• Insufficienza respiratoria 1-4%
Complicanze Tardive
• Ernia ferita chirurgica 12-15% (tecnica convenzionale)
• Occlusione intestinale 1-3% (più frequente in laparoscopia)
• Stenosi dell’anastomosi 3-7%
• Anemia da carenza di Ferro e/o vitamimina B12 e/o acido folico
15-33%*
• Osteoporosi da carenza di calcio 8-10% *
• Ulcera 1-16%
* nel caso di Bypass distali e di mancata assunzione di
“integratori”
Nella maggior parte dei casi il trattamento di queste complicanze
non richiede un intervento chirurgico, ma questo si può rendere
necessario in alcuni casi:
• emorragia intestinale grave non controllabile con la sola terapia
medica;
• stenosi (restringimento) dell’abboccamento tra stomaco ed
intestino : il trattamento prevede la dilatazione con un palloncino
in corso di gastroscopia e nei fallimenti viene preso in
considerazione un reintervento;
• occlusione intestinale da ernia interna: è la principale causa di
occlusione intestinale dopo BPG laparoscopico;
• fistola: consiste in una “filtrazione” attraverso l’abboccamento
tra lo stomaco e l’intestino (sede più frequente). La cura può
prevedere il trattamento chirurgico.
Risultati
L’ efficacia a lungo termine, a distanza di anni dall’intervento, è
dimostrata da una perdita stabile di circa il 65% del peso in
eccesso già a distanza di 2 anni dall’intervento, a cui si
accompagna una risoluzione del diabete nell’84% dei pazienti,
dell’ipertensione nell’83% e della sindrome da apnee notturne nel
95%. Il calo di peso si mantiene per un lungo periodo (ci sono dati
sino a 14 anni ) sia pur con oscillazioni individuali.
Per esempio una Donna di 40 anni (Altezza 165 cm, Peso corporeo 130
kg ) con BMI 48,
affetta da ipertensione arteriosa, diabete, apnee notturne , nel
caso non si sottoponesse a trattamento chirurgico dell’obesità avrà
una spettanza di vita ridotta di almeno 13 anni.
Al contrario, se decidesse di sottoporsi a BPG a distanza di due
anni peserà intorno ai 90 Kg e quasi sicuramente avrà risolto
l’ipertensione, il diabete e le apnee notturne.
Varianti della tecnica
Il BPG tradizionale ( Fig. 1) pur essendo una procedura chirurgica
“codificata” nelle fasi essenziali, presenta alcune alternative o
varianti, che sono state introdotte per ridurre o eliminare
possibili fallimenti, complicanze e sequele dell'intervento. Tra
queste ricordiamo il “ Banded Gastric Bypass”, il “Bypass Gastrico
su Gastroplastica Verticale” , il Bypass Gastrico Funzionale" ed il
“Bypass Gastrico Distale”.
Il Banded Gastric Bypass (operazione di Fobi) prevede il
posizionamento di un “anello” di silicone di calibro predefinito
intorno alla parte terminale della tasca gastrica. La finalità e’
quella di mantenere costante nel tempo o migliorare l’effetto
restrittivo dell'intervento. Tuttavia, alle complicanze del BPG si
possono associare quelle legate “all’anello” (erosione) che nel 3%
dei casi richiedono un nuovo intervento .
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| Figura 2 |
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| Figura 3 |
Il Bypass Gastrico su Gastroplastica Verticale (operazione di
Amenta-Cariani , figura 2) nasce dalla considerazione che dopo BPG
non si ha più la possibilità di studiare, qualora necessario, con
una gastroscopia o con indagini radiologiche comuni lo stomaco, il
duodeno ed il coledoco (condotto che consente il transito della bile
nel duodeno). Per ovviare a questa problematica, nel 2002 è sta
introdotta questa tecnica di Bypass Gastrico che consente di non
isolare completamente la tasca gastrica ma di lasciarla semichiusa
da una benderella in Goretex ed in comunicazione con il resto dello
stomaco. Con un follow-up di ormai 8 anni e risultati in termini di
perdita di peso sovrapponibili al Bypass Gastrico tradizionale, la
tecnica è stata adottata in molti Centri italiani ed è eseguita
anche in laparoscopia.
Il Bypas Gastrico Funzionale (operazione di Furbetta, figura 3).)
agisce sullo stesso principio, ma la comunicazione tra piccolo e
grande stomaco viene calibrata da un “ bendaggio gastrico
regolabile”.
Nel Bypass Gastrico Distale viene “saltata” una maggior quantità di
piccolo intestino riducendo la superficie deputata all’assorbimento,
come nella Diversione Bilio-Pancreatica. Può rappresentare un
‘opzione valida in caso di BPG con scarsi risultati in termini di
calo ponderale, tuttavia aumentando la componente “malassorbitiva”
della procedura aumenta il rischio di deficit nutrizionali e la
conseguente necessità di integrazioni.